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GIBERNAU RITORNA? SÌ, NO, ANZI DIPENDE... 09.07.08 - Lo spagnolo avverte: "Competere in maniera regolare presuppone uno sforzo notevole, e non posso dimenticarmelo solo per la voglia di tornare a correre". Ma le offerte non mancano.
Torna o non torna? Con i top rider Rossi, Stoner e Pedrosa bloccati nelle rispettive scuderie, il tormentone estivo di mercato 2008 sembra proprio che se lo aggiudicherà Sete Gibernau. Dopotutto c'era da attenderselo: i gossip sul divorzio da Esther Cañadas, la comparsata nel paddock di Barcellona e la doppia sessione di prove con il test team della Ducati, hanno riacceso il fuoco dell'interesse intorno allo spagnolo. Soprattutto quello degli sponsor, che (eccezion fatta per Lorenzo) attualmente non vedono alternative concrete alla "triade" al comando del mondiale.
Sete, però, sul futuro stenta a sbilanciarsi. «Sono stato a Montmelo senza alcuna intenzione premeditata - ha dichiarato l'ex ducatista -. Sono molto impulsivo e in Catalogna mi si sono aperte più di una porta. Ho colto l'occasione che mi sembrava più interessante. Il resto si vedrà. C'è stata l'occasione di provare questa moto da GP e mi sono detto "perché no?". Certo è che ho bruciato le tappe e il prossimo passo sarà decidere che fare».
«Ci sono varie offerte sulla mia scrivania, da differenti squadre - ha poi confermato Gibernau -, ma come ho detto continuo a ragionare giorno per giorno». Le garanzie di competitività, ad ogni modo, restano il tema caldo. «Competere in maniera regolare presuppone uno sforzo notevole - ha quindi spiegato -, e non posso dimenticarmelo solo per la voglia di tornare a correre. Non ho deciso nulla, può succedere di tutto, incluso che non ci siano nessuno in grado di offrirmi quello di cui ho bisogno per tornare a correre».
Guai, però, a parlare di un eventuale subentro sulla moto di Melandri. «Non sono il sostituto di nessuno - ha concluso Sete -. Se mi chiamano perchè c'è un posto libero in un team lo valuterò. Il fatto che Marco sia in un momento no, esige che si parli di tutto questo con grande rispetto. È ovvio che l'idea di correre con la Ducati è attrattiva, ma con grande rispetto per i piloti che ci stanno correndo attualmente. Non so se sarei in grado di correre a quel livello, devo rendermi conto di quello di cui ho bisogno davvero, e può anche essere che i miei obiettivi futuri non coincidano col vincere gare».
- MotoGPone.com -
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