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"AVALLE" DEL GP: VALE, L'IMPERATORE DELLA CINA 08.05.08 - È Rossi l'indiscusso Dottore della MotoGP. Contro tutto e tutti lui corre e vince: chi lo vedeva già spacciato, che scuse troverà per criticarlo adesso?
Crederci sempre, arrendersi mai. Era dal Gran Premio del Portogallo 2007 dello scorso campionato che Valentino Rossi non vinceva una gara di MotoGP. E ormai quasi tutti, dagli addetti ai lavori agli appassionati che assiepano le piste, lo davano per spacciato. Espressioni simili a "è bollito" avevano assunto proporzioni tanto esorbitanti da andar ben oltre i banconi delle cronache da bar. Con la sola eccezione dei telecronisti Mediaset Meda e Reggiani, ovviamente, tanto ostinati nella difesa del pesarese da risultare perfino antipatici e faziosi. E invece?
Invece Vale si è aggiudicato la vittoria del Gran Premio di Cina, riuscendo a battere persino il super favorito Stoner o quell'osso duro di Pedrosa, che non lo ha mollato fino al finale. "Se la moto è a posto non ce n'è per nessuno", ha commentato il mio boyfriend. E dagli torto! Giuro che mi sono addirittura emozionata. Per la prima volta in vita mia ho assistito a una gara delle due ruote col cuore in gola. Me la sono davvero goduta.
È lui il vero Dottore delle moto, sono proprio curiosa di capire chi potrà metterlo in discussione adesso. Ha tirato fuori la grinta e la faccia. La stessa che ha ostentato a fine gara, quando ha fatto il giro d'onore senza il casco. È andata proprio così: ha fermato la moto sul rettilineo subito dopo la bandiera a scacchi, ha posato il suo mitico casco col sole e la luna, si è seduto sul guard rail asciugandosi il sudore dalla fronte.
Un istante di incredulità, durante il quale ha ricevuto i complimenti dal padre di Dovizioso, dopodiché un balzo in moto e via per il giro d'onore. Senza guanti né casco, ancora una volta contro le regole e rischiando l'ennesima ramanzina moralista (che puntualmente è arrivata) magari accompagnata da una multa.
Ma Vale non teme il rischio, in gara come nella vita. Pagando anche a caro prezzo. Come la scelta di un accordo con il fisco italiano, contraria perfino al parere del suo avvocato. Ma anche come l'idea di passare alle Bridgestone, con l'opinione pubblica gli dava addosso, urlando che questa volta aveva toppato, l'aveva fatta troppo grossa. E mentre Lorenzo vinceva e mieteva consensi con le Michelin rigettate, Rossi zitto zitto già lavorava per la rivincita.
Il campione che vince indipendentemente dalle gomme e dalla moto. Ricordate quando è approdato nella Yamaha? Quella casa produttrice che non vinceva il mondiale da anni, che con Biaggi & company aveva collezionato una trafila di secondi posti. Si parlava di decisione azzardata, periodo di adattamento indispensabile, una o più stagioni per rimettere in sesto la baracca. Guarda un po', alla fine l'ha avuta vinta proprio lui. E allora mi chiedo, perché questa volta no?
- Laura Avalle per MotoGPone.com -
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Commenti di:
ciao e forza Valentino
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